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CENNI STORICI SULLA CITTA' E SUL TERRITORIO

La città

          La Città sorge su una collina all'estremo sud delle Murge. La parte più antica, si presume, fosse ubicata sulla sommità del colle dove ora sorge la Piazzetta Ognissanti. Sulle pendici nord-est e nord-ovest sono state scoperte delle necropoli. In alcune tombe sono stati rinvenuti ricchi corredi funerari e numerose iscrizioni messapiche; alcune di queste possono essere visionate nel museo archeologico. Uno dei più importanti reperti è il "Cratere a figure rosse" che raffigura la lotta dei messapi contro Diomede; questo reperto è attualmente conservato nel museo di Berlino. Le origini della Città sono da attribuire con molta probabilità ai "Cretesi" che fondarono l'antica "CAELIA" centro messapico che si sviluppò nei secoli IV e III a.C.. Lo stemma attuale della Città è caratterizzato da una torre merlata forse a similitudine del castello ducale costituito da un torrione quadrato la cui costruzione risale al XI secolo circa.


Centro Storico

          Con l'ingresso dalla porta medioevale detta di Giuso o di Giù (visibile nella foto in basso a destra) ci immettiamo nella Piazza Vecchia. In questo luogo si svolgeva anticamente il mercato ed erano posti tutti gli uffici, compreso il carcere ed il corpo di guardia. Si può ammirare: "palazzo Allegretti" risalente al '700, è stato rifatto il prospetto in stile neoclassico nel 1870 con conci e pietra gentile locale. Caratterizzato da pregevoli affreschi settecenteschi ed uno stupendo soffitto ligneo riccamente decorato. Possiede due ampi portali sovrastati dagli stemmi araldici degli Allegretti e dei Cenci. Proseguendo possiamo ammirare "palazzo Principalli" con affreschi di stile pompeiano dell’inizio del '700.


Castello Ducale

          Costruito intorno al XI secolo intorno ad una preesistente torre normanna, ad opera della famiglia "S. Severino". Nel 1525 "Aurelia S. Severino" fece costruire lo splendido scalone d’onore che immette nella Sala del Consiglio, con uno stupendo soffitto ligneo settecentesco, fino a pochi anni fa riccamente affrescato. Si può notare esternamente un agglomerato di torrioni cilindrici collegati da cortine murarie; su tutto il restante edificio domina un mastio quadrangolare alto 34 m. (maschio) risalente ai primi decenni del quattrocento, coronato da un cornicione molto aggettante munito di merli, barbacani e piombatoi. A ridosso di questo c’è una torre quadrangolare più bassa. Internamente i vari ambienti si articolano intorno ad un cortile centrale nel quale si conserva una bellissima scala addossata alla muratura, che porta al piano superiore; inoltre si possono ammirare gli stemmi gentilizi delle varie famiglie feudatarie: "Lubrano", "Sisto y Britto", "Pignatelli" e "Verusio". Sulla porta che conduce alla Piazza Vecchia, ancor oggi visibile, vi è lo stemma della casa ducale. Altri stemmi sono scolpiti nei punti più diversi e persino sull’ingresso dei sotterranei. Al suo interno pregevoli arredi, dipinti e splendidi affreschi. Di grande suggestione il giardino ducale per le rare piante conservate.


Piazza Plebiscito

          Per secoli questo spazio è stato conosciuto come “Piazza della croce”. Dove sorge la Piazza era di proprietà della famiglia "Nannavecchia" e da questa fu ceduta al "Capitolo di Ceglie" e da questo al Comune per costruire una moderna Piazza. Nel 1879 durante la Rivoluzione Napoletana, fu innalzato l’Albero della Libertà da "Giuseppe Antelmi", "Domenico Carlucci", "Rocco Urgesi" e "Giacomo Greco" quest’ultimi trucidati dai "Borboni". Al centro si trova la torre del Pubblico Orologio, innalzato dai maestri "Gioia" ed "Elia", su progetto dell’ing. "Paolo Chirulli" (1890-1893). Sorgono anche importanti palazzi: "Chirico", anticamente La marina, con lo splendido balcone in pietra locale (XVIII sec.); "Nannavecchia" del 1747, "Lezzi" del 1934 su una preesistente casa settecentesca.


Piazza S. Antonio

          Anticamente questa piazza era un giardino, dove sorgeva un frantoio ipogeo di proprietà della famiglia "Epifani". Nel 1948 l’ing. Comunale "Giuseppe Rodio" progettò una piazza con aiuole e prato verde, successivamente modificato per consentire il passaggio delle automobili. Posta all’imbocco di Corso Garibaldi (l’antica Corsea) e l’inizio di via S. Rocco è una delle arterie principali della città. Nel 1958 fu costruito l’Ufficio postale, durante gli scavi per le fondamenta, vennero alla luce numerose tombe di epoca  messapica. Parte dei corredi tombali è oggi in mostra nel museo comunale.


Chiesa  Matrice

          Costruita nel 1785 dai fratelli "Trinchera" di Ostuni  su progetto dell’architetto "G. B. Broggia" di Napoli. Nel 1521 vi era già edificata la Collegiata, edificata dalla Marchesa "Aurelia S. Severino" con il contributo del popolo. All’interno sono presenti pregevoli affreschi del pittore "Domenico Carella" datati 1789. Dello stesso autore anche sei grandi dipinti. Mentre il dipinto di S. Antonio è opera del pittore "Pacecco De Roca" (XVII secolo). La stupenda statua lignea settecentesca del patrono di Ceglie, S. Antonio da Padova. Di notevole interesse anche le statue dell’Assunta, dei Santi Cosma e Damiano del XVIII secolo, di S. Michele e dell’Addolorata del XIX secolo.


Chiesa di S. Gioacchino

          Eretta su suolo donato da alcuni cittadini, con il fattivo contributo del popolo cegliese. Questo spazio anticamente era il giardino della famiglia "Allegretti" che con successivo atto di vendita lo cedette ad alcuni cittadini. Nel 1869 iniziarono i lavori per la costruzione di una chiesa dedicata al padre della Madonna su progetto dei fratelli "Cavallo", mastri muratori che avevano dato prova del loro valore innalzando palazzi e chiese, con l’aiuto di maestranze locali, tra cui i famosi scultori "Ambrogio Elia" e "Camillo Pecere". La sua enorme cupola circolare, nell’originario progetto doveva essere rivestita con maioliche colorate e richiama nella sua forma il Pantheon di Roma. Dopo accurati restauri, recentemente è stata riconsegnata al culto. Al suo interno pregevoli affreschi del pittore Abruzzese datati 1876, due dipinti raffiguranti S. Francesco di Paola e la deposizione del pittore martinese, "Giuseppe di Giuseppe", stupende statue: San Lorenzo, S. Gioacchino e S. Anna, Cristo risorto e la statua dell’Addolorata che veniva portata in processione la sera del Giovedì santo, per tutta la notte.


Chiesa dell’Annunziata

          Essa è situata nel centro storico del Borgo medioevale, poco distante dalla Piazza Vecchia. Dopo decenni di abbandono, in seguito ad accurato restauro è stata aperta al pubblico. Alcuni studiosi locali affermano che sia stata costruita nel XIV secolo; in stile gotico, conserva stupendi affreschi trecenteschi, vandalicamente distrutti negli anni trenta del secolo scorso. Nelle nicchie due statue in legno e carta pesta del XVIII secolo raffiguranti l’Annunziata, l’Angelo Annunziatore e S. Giuseppe, opere del famoso maestro cartapestaio "Caretta", datati 1912. Di notevole importanza i palazzi "Contuzzi" (XVIII secolo); "Gatti" (XIX secolo). Alla fine di Via Paolo Chirulli la porta medievale detta la Porticella (porta piccola) con sulla sinistra uno stupendo affresco settecentesco raffigurante la deposizione del Cristo.


Chiesa S. Rocco

          Anticamente  in questo luogo era presente un tempio pagano, solo all’inizio del cinquecento fu eretto un tempio in onore del Santo francese, divenuto successivamente santuario, dove si recavano migliaia di fedeli provenienti da tutto il meridione. Per le grazie ricevute in occasione della peste che si diffuse a Ceglie nell'ottocento, il popolo pensò bene di edificare una chiesa più grande per onorare il santo. Nel 1885, ad opera dei maestri "Cavallo" su progetto dell’Ing. "Antonio A. Guariglia" di Lecce fu costruita una grandiosa Chiesa in stile neo-classico. All’interno la statua lignea del conpatrono S. Rocco del settecento è la cinquecentesca statua in pietra policroma del santo recentemente restaurata dalla comunità parrocchiale. Visita il sito della Parrocchia.


Chiesa S. Domenico

          Sede dei Domenicani, conserva all'interno altari barocchi di pregiata fattura, sculture in legno del seicento ed un eccezionale pulpito finemente intagliato.


 

Chiesa di Santa Maria Degli Angioli (dei CAPPUCCINI)

          Intorno al 1540, il comune invitò Padre "Tullio da Potenza", a fare richiesta per la costruzione di un convento per frati Cappuccini. Purtroppo la richiesta non venne accolta subito, ma vista l'insistenza di tutta la popolazione cegliese, nel 1566 la richiesta venne soddisfatta. Fu così che a spese del comune venne costruito un convento con venti cellette. Successivamente nel 1589 venne costruita su di un terreno adiacente anche la Chiesa. Quest'ultima, munita di un campanile a vela con due campane di piccole dimensioni, fu dedicata a Santa Maria della Consolazione ma intitolata, invece, a Santa Maria degli Angioli. Il pavimento della navata centrale era luogo di sepoltura oltre che per i frati del convento anche per altri ecclesiastici.


MADONNA DELLA GROTTA (Chiesa rurale)

          Antichissima chiesa gotica situata sulla vecchia strada Ceglie-Francavilla Fontana. E' una delle più importanti opere romaniche ancora esistenti in Puglia. La chiesa (contemporanea a quella di Sant'Anna) è da datare intorno al IX secolo,  fu ristrutturata nel trecento dall'architetto "Domenico de Juliano". Nel corso dei secoli però ha subito vari rimaneggiamenti. La facciata termina con un campanile a vela molto simile alla chiesa della Santissima Annunziata situata nel Borgo medioevale della città. Sui muri, scampoli di affreschi raffiguranti due santi monaci, sopravvissuti ai secoli ed all'uomo, di epoca piuttosto tarda. Molto rovinato appare l'affresco di una Madonna col Bambino.


Pinacoteca Civica "Emilio Notte"

          In Via Paolo Chirulli, all'inizio, sorge la Galleria d'Arte Moderna "Emilio Notte" noto Pittore Cegliese nato il 1891. Emilio Notte è stato uno dei maggiori artisti italiani del periodo Futurista. La pinacoteca conserva le opere del pittore locale Emilio Notte (1891-1982), coautore del Manifesto futurista del 1917 e artista prolifico ed efficace.


"LE SPECCHIE ED I PARETONI"

      E' dell'età messapica il sistema di specchie e paretoni che caratterizza in maniera peculiare il territorio rurale di Ceglie Messapica. Nelle campagne, a corona intorno all'abitato e inseriti probabilmente in un secondo momento in un sistema difensivo complesso, sorgono antichi monumenti che la tradizione popolare chiama "specchie". Sulla funzione delle specchie si sono avanzate ipotesi sin dal 1500: il “Galateo” le considerò monumenti funerari, il “Marciano” nell'800 parlava di "vedette militari"; nel 1937 il “Drago” escludeva l'ipotesi della presenza di una camera sepolcrale e optava per la funzione di avvistamento e di difesa; il “Teofilato” non escluse la coesistenza di più funzioni e per la prima volta intuì la stretta relazione esistente tra le "specchie" e i "paretoni", che seguono per diversi chilometri l'allineamento delle specchie; si deve al “Neglia”, negli anni '70, uno studio sistematico, su basi topografiche, del fenomeno delle specchie nell'intero Salento. Una corona di specchie, di forma ellittica, circonda l'abitato di Ceglie ed è costituita da 18 monumenti attualmente in parte ancora visibili. Tra quelle più imponenti, la “Specchia Castelluzzo”, situata a sei chilometri dal centro urbano, è di forma ellittica con un asse maggiore di 40 metri; probabilmente in origine era costituita da sei ripiani concentrici, per un'altezza complessiva attuale superiore ai dieci metri; sull'ultimo si alzava una torretta circolare, oggi in parte franata, costruita da blocchi squadrati di forma rettangolare, mentre il resto del monumento è innalzato con grossi blocchi calcarei irregolari; dal piano di campagna si stacca una rampa ascendente ai piani superiori, oggi solo parzialmente visibile. La “Specchia di Facciasquata”, si trova a quattro chilometri da Ceglie e a 1850 metri dalla specchia “Puledri”; ha una struttura molto semplice, con la base formata da un tamburo cilindrico alto circa tre metri e un cumulo conico superiore; non sono visibili rampe di accesso. La “Specchia Capece” posta sulla linea di confine tra Ceglie Messapica e Francavilla Fontana, di pianta subcircolare, è strutturata da tre gradoni alti rispettivamente 1.10, 1.75 e 2.50 metri, l'ultimo dei quali sostiene un cumulo conico di pietrame informe alto 2.50 metri; la specchia si colloca alla confluenza di tre paretoni, larghi da due metri e mezzo a tre metri. Attorno all'abitato di Ceglie Messapica è possibile riconoscere tre distinte cinte murarie. Un circuito più stretto si svolge quasi a ridosso del centro storico medievale, composto da blocchi megalitici e molto probabilmente già esistente nel VI secolo a.C.; una seconda cinta muraria, nota localmente come il “Paretone”, racchiudeva un territorio molto più vasto dell'antico centro messapico; a circa quattro chilometri dal centro abitato è infine riconoscibile un ulteriore elemento di fortificazione, composto da muraglioni connessi alle "specchie". Le cinte più esterne sono databili, seppure ancora in via ipotetica, fra la metà del V e l'inizio del IV secolo a.C., ai tempi in cui divennero tesi i rapporti tra la potente città greca di Taranto e le comunità locali che popolavano questo territorio.


 

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